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Feste tradizionali

Molti anni fa, fino alla metà degli anni Sessanta, a Caccuri si celebravano molte feste religiose con relativa processione: l'Immacolata, San Giuseppe, SS. Crocefisso, San Vincenzo, Madonna del Rosario, Corpus Domini, San Rocco. Ogni santo aveva un suo devoto che la gente chiamava "Procuratore" che si incaricava di raccogliere le offerte e organizzare la festa, chiamare la musica e il predicatore.

Si trattava di manifestazioni semplici, ma che, in ogni caso, avevano il pregio di tenere uniti i fedeli e di creare un'atmosfera di festa nel paese. A volte il procuratore, per la gioia dei ragazzi e dei meno giovani, organizzava anche i giochi popolari: la pignata, il gallo, la gara dei sacchi e, la più famosa, la gara degli asini, quest'ultima in occasione della festa di San Rocco. Una decina di asini, cavalcati da altrettanti giovani caccuresi, partiva da Canalaci e, dopo aver galoppato lungo tutta via Parte, raggiungeva il forno di Blaconà dove era fissato il traguardo. Quasi sempre la partita si riduceva ad una gara avvincente tra due "ciucciari": Giuseppe Mancuso e Carmelo Mercuri, e a spuntarla era spesso quest'ultimo.

Feste semplici, ma belle, che costituivano preziose occasioni di socializzazione. Poi, per una serie di motivi, scomparvero quasi del tutto. Negli anni Settanta alla festa di San Rocco, l'unica festa religiosa rimasta, si affiancò per molti anni, la "Festa de l'Unità".

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