Chiesa Matrice di San Nicola
Edificio settecentesco conserva un'interessante facciata in stile tardo barocco, con affusti di colonne su due piani e un campaniletto con orologio a pianta quadrata; al suo interno statue processionali. Il campanile fu inglobato nella struttura.
In base al progetto, l'edificio non è mai stato completato. Mancano la cupola e i bracci della croce latina. La facciata, in pietra tufacea, è in stile barocco-rococò con otto nicchie, rosone centrale e colonne (doriche e ioniche).
Il portale è sormontato da un ovale con l'immagine di San Nicola (restaurato da Antonio Pipicelli negli anni Sessanta), opera dello stuccatore Alfonso Spanò di Squillace. Il timpano è crollato in seguito al terremoto del 1883. In cima, a sinistra, c'è la statua di Mosè con le tavole della legge. Agli inizi del XX secolo al campanile è stato aggiunto un orologio. L'interno della chiesa è a tre navate. Quella di sinistra è più corta perché terminava sull'orlo di un burrone. L'altare centrale è di recente costruzione (XX secolo). Lungo le navate ci sono sei nicchie con statue di Santi (tre per lato). La chiesa di S. Nicola è stata costruita intorno al 1400.
Nel corso del XVI secolo, a Cotronei coesistevano due comunità religiose distinte: nella chiesa di Santa Sofia (poi distrutta da un incendio e mai più ricostruita) si celebrava infatti il rito latino, mentre in quella di San Nicola, il rito greco. Nel 1592 per mancanza di sacerdoti di rito greco, l'arcivescovo di Santa Severina fuse le due comunità, che da allora in poi seguirono unicamente il rito latino nella chiesa di S. Nicola.
Un’antica tradizione religiosa, ormai dimenticata, consisteva nella processione della perduta statua lignea di San Nicola fino alla chiesa rupestre della Timpa dei Santi, oltre il Neto, il cui ingresso guarda verso Cotronei.
