Chiesa della Candelora
La chiesa parrocchiale della Candelora si apre su una piazzetta nei pressi del fiume Vergari, tra i palazzi Cappa e Marescalco. La facciata, molto sobria, riprende la ripartizione dell’interno in tre navate e presenta tre artistici portali in pietra sormontati da altrettante piccole finestre.
La parte centrale più alta è divisa in due ordini. A separare l’ordine inferiore da quello superiore è un cornicione, su cui sono collocati due vasi uniti da un festone di fiori. Sulla sinistra si erge l’antico campanile con il caratteristico tetto a cuspide. L’interno è a tre navate con archi a tutto sesto. La volta della navata centrale, che prende luce da sei ampie finestre, è affrescata con dipinti che rappresentano San Giovanni Battista e la Madonna con la Trinità. Sulla parete di fondo dell’abside e delle due navate laterali si trovano le tele della Purificazione di Maria Vergine, di San Giovanni Battista e di San Francesco di Paola, quest’ultima attribuita a Mattia Preti.
Nella navata sinistra si possono ammirare due statue lignee di pregevole fattura: San Nicola, opera dello scultore padovano Alberto Cappabianca, e Santa Lucia scolpita dall’artista veneziano Giovan Maria Bordin nel 1887.
Nella navata destra, in una nicchia sopra un altare, è posta
la statua di San Francesco di Paola.
Fino al Settecento si trovava sotto il titolo di Santa Maria della
Purificazione ed era una cappella della adiacente chiesa matrice di San Niccolò.
Agli inizi del Settecento venne fondato nella chiesa il Pio Monte dei Morti.
Dopo il sisma del 1783, i sacerdoti abbandonarono la già diruta Chiesa Matrice
di San Niccolò, e così la Purificazione, incorporando anche la parrocchia di
San Giovanni Battista, venne intitolata ai santi Niccolò e Giovanni Battista.
