Convento e Chiesa del Ritiro
La facciata, in blocchi squadrati di pietra arenaria
proveniente da una cava situata sulla sinistra del torrente Reazio, riprende lo
schema tipico di molte chiese italiane di fine Cinquecento con la divisione in
due ordini sovrapposti. Nell'ordine superiore vi è una grande finestra
ottagonale, mentre in quello inferiore si apre il portale con arco ribassato
fiancheggiato da quattro lesene di stile ionico che sorreggono un fastigio con
al centro una piccola edicola contenente la statua della Madonna dell'Assunta.
Completano il fastigio le statue di San Pietro e Paolo e due cuspidi poste alle estremità. L'interno, a croce latina, è in stile barocco. Ha una sola navata ai cui lati si aprono sei cappelle con sontuosi altari di marmo policromo su cui, inquadrate in cornici di stucco, sono collocate tele con episodi della vita della Vergine: Madonna con Bambino e Santi, Pietà, Immacolata Concezione con i Santi Filippo Neri e Ignazio di Loyola, Pentecoste, Purificazione della Vergine, Madonna del Carmelo. L'altare maggiore è in marmi policromi e applicazioni in bronzo.
Tra le opere marmoree è da ammirare anche la balaustra che delimita
la zona presbiterale. Al centro dell'abside è posto il quadro della Madonna del
Bambino e, nella volta, quello di Gesù Buon Pastore. Nella volta della navata è
invece posto il dipinto dell'Assunzione della Madonna (risalente al 1834)
mentre nella cupola c'è quello dell'Incoronazione della Madonna (opera di un
artista francese). Sopra la cantoria lignea c'è l'affresco raffigurante il
Transito della Madonna.
Si trova nel cuore del rione Campo. È considerato l’esempio più valido dello
stile tardo barocco in Calabria. Dichiarato, infatti, monumento di interesse
nazionale, l’edificio sacro fu costruito ad opera di Padre Matteo La Manna, religioso
mesorachese, tra il 1701 ed il 1767 da maestranze locali e di Santa Severina.
Purtroppo il sacro tempio è stato colpito da numerosi furti vandalici ed è in pessimo stato di conservazione.
