Santuario della Santa Spina
Il Santuario, fondato nel XVI secolo dal cardinale Dioniso Sacco, è adiacente al convento dei Frati Minori Osservanti.
La facciata a capanna è molto semplice, mossa solo da un bel portale a tutto sesto, con colonne ed architrave decorata da un fastigio; in alto una scarna finestra. Più interessante il campanile a pianta quadrata, anch'esso con un interessante portale e con grandi monofore ai due ordini superiori; l'ultimo ordine, il terzo, è poligonale con copertura a cuspide.
Ricostruito nel XVII secolo, il santuario è a navata unica, col soffitto in legno decorato con l'Assunta e scene bibliche, pitture tardo barocche di Cristoforo Santanna da Rende, del 1772. Nell'abside, ornata da un ricco fastigio di legno intagliato e dorato, del Settecento, il fastoso Altare Maggiore con rilievi figurati, del 1764. Altra notevole opera in legno, con dovizia di intagli barocchi, è la cantoria.
L'oggetto più prezioso conservato in questa chiesa, è sicuramente il reliquario d'oro che contiene una Spina della Croce di Cristo, donata nel 1523 dalla regina Giovanna di Valois al suo confessore, il cardinale Dionisio Sacco: è un astuccio con a rilievo un'iscrizione e la corona reale, incastonato in un tabernacolo decorato con dodici teste di angeli, opera di oreficeria francese del Quattrocento.
Tra le altre opere: una ricca pala intagliata e dorata, con piccole nicchie e dodici busti in legno scolpiti a tutto rilievo, opera barocca di scuola meridionale; gli angeli in marmo del Settecento, alla base dell'arco trionfale; una statua in marmo, a tutto tondo e a figura intera, della Madonna col Bambino, di scuola napoletana del Settecento; la Sacra Famiglia e San Michele Arcangelo, due buone copie di omonime opere di Mattia Preti, del Settecento; l'Ultima Cena ed una cena francescana, altre tele del Settecento; più antico, del secolo precedente, il ritratto del cardinale Sacco, di cui è conservato anche il sepolcro.
Tra le pitture sacre, sul bel soffitto in legno, San Francesco d’Assisi in estasi al suono di un violino toccato da una mano angelica.
