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Chiesa Santa Maria del Soccorso

La Chiesa della Beata Vergine del Soccorso, che è l’attuale protettrice della cittadina o per lo meno ne è la compatrona, sorge all’ingresso del paese.Il titolo fa pensare ad un gravissimo pericolo incombente sull’intera popolazione miracolosamente schivato e tale da determinare la costruzione del luogo sacro quale rendimento di grazie alla Vergine soccorritrice. Nei libri parrocchiali si legge: “Santu Mauru du Succursu”.

Il 1744 la Chiesa fu gravemente danneggiata dal terremoto, ma fu possibile ripararla.

L’anno “1745” scolpito sul portale ce lo testimonia; lo stesso dicasi dell’anno precedente, il 1744, che rileviamo dal bordo della sua campana. La Chiesa nel 1832 venne di nuovo danneggiata dal terremoto e poi riassestata.

Attualmente essa si presenta con pianta rettangolare misurante 31 metri per 12, non comprendendovi la sagrestia e altri locali. La facciata ha una porta a tutto sesto, sormontata da motivi ornamentali costituiti da conchiglie e teste di bimbi. In alto, un rosone centrale dà luce al coro con organo (ora scomparso), sito nell’interno, subito dopo l’ingresso. Il suddetto coro, costruito in legno, è in rovina. Al di sopra della porta, sull’architrave in calcare, che sembra sia stato inserito in epoca posteriore alla fondazione della Chiesa, vi si nota un’iscrizione che potrebbe essere così interpretata: “Maurizio Oliverio, curò che questo fosse fatto l’anno del Signore 1645”. La facciata della Chiesa, che fu ripetutamente restaurata dopo i successivi terremoti, ha subito ulteriori rifacimenti anche nel secondo dopoguerra.

Esternamente la Chiesa, oltre al portale, non offre altri particolari degni di nota. Di grande interesse è la cupola poggiante su pianta quadrata con tamburo rotondo. Esteriormente la cupola è maestosa e bella e ricoperta di tegole ovali a tinte varie, azzurra, verde, crema, rosa, che danno all’insieme spicco e fascino, è sormontata da una cupoletta con tamburo su cui spicca una croce. Anche qui sono presenti lesene e motivi ornamentali, pseudo colonne e braccioli. Vista da lontano, la cupola dà un’intonazione orientale al paesaggio apparendo depressa e schiacciata nella calotta a turbante, mentre il tamburo che la sostiene appare alto e slanciato. L’interno è a navata unica con due colonne che sostengono le travi in legno della cantoria; esse poggiano su base quadrangolare e sono in muratura. Quattro finestre laterali, due per parte, distribuiscono la luce all’interno. L’abside è separata da una balaustra. L’altare è di marmo policromo; due colonne fungono da sostegno al quadro della Vergine del Soccorso. Il quadro, databile probabilmente al Settecento, non porta né data né firma.

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