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Battistero Bizantino

Battistero bizantino - Cupola

Battistero bizantino - Cupola

Non si hanno fonti sicure sull’origine e sul periodo di costruzione di questo singolare monumento. Secondo i risultati dei restauri, che sono in corso, la costruzione del Battistero potrebbe risalire al VII-VIII secolo, ponendo così in discussione alcune date importanti della storia Bizantina di Santa Severina che dovrebbe essere riscritta.

È l’unico monumento bizantino, almeno in Italia, a pianta circolare con quattro bracci sporgenti lungo gli assi principali, tali da formare una croce greca. All’esterno si presenta con tre elementi sovrapposti: un corpo cilindrico, il tamburo rientrante e rispondente all’alzata della cupola e, ancora più arretrata, la lanterna. La porta d’ingresso, che immette direttamente sulla piazza, è incorniciata da un portalino a sesto acuto. All’interno otto colonne, di cui sette in granito, sorreggono la cupola, originando la forma ottagonale del tamburo. Quest’ultima aveva un significato simbolico nei battisteri bizantini, come spiega Sant’Ambrogio: “Era giusto che l’aula del sacro battesimo avesse otto lati, perché ai popoli venne concessa la vera salvezza quando all’alba dell’ottavo giorno, Cristo risorse dalla morte.”

Le colonne, tolte da antichi edifici di età tardo antica, sono tutte di diverso diametro, per cui gli archi che le uniscono hanno luce diversa. I capitelli hanno semplici motivi ornamentali, due portano iscrizioni greche. Dagli archi si sviluppa la cupola a spicchi senza costoloni. Le pareti, probabilmente, erano decorate con affreschi di cui oggi rimangono poche tracce. Lungo le pareti del braccio ovest corrono figure scolpite di Angeli e Santi, volte tutte verso il centro del Battistero; un’altra di queste figure è sulla parete opposta all’ingresso principale, dietro l’altare e guarda anch’essa verso il centro, dove si trova il fonte battesimale. L’interno è illuminato da due finestre nel corpo cilindrico e da quattro nel tamburo ottagonale. Nel Battistero è stato collocato di recente un sarcofago raffigurante un guerriero del 1500, si tratterebbe dell’effige del generale Angelo del Duca, eroico personaggio Santaseverinese intorno al quale si narra una leggenda: nel tempo in cui Santa Severina era assediata dagli Angioini, i Santaseverinesi trovandosi in difficoltà, si recarono presso la tomba di Angelo del Duca, un valoroso guerriero, e lo pregarono di venire loro in aiuto. Angelo del Duca, non si sa se in sogno o direttamente parlando a qualcuno, consigliò ai Santaseverinesi di mungere gli animali e insieme al latte delle puerpere fare tante ricotte e formaggi da buttare ai nemici. In tal modo questi avrebbero creduto che i cittadini avevano ancora molto cibo e che potevano quindi resistere all’assedio ancora a lungo. Così avvenne. Gli Angioini, scoraggiati, abbandonarono l’assedio e Santa Severina fu liberata.

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