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Castello

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Castello

Tra i diversi monumenti presenti nell’ambito di Santa Severina, il Castello assume, sia per grandezza che per importanza, un aspetto predominante anche per il fascino che usualmente i manieri esercitano sull’immaginario collettivo, inoltre si configura in esso l’unico apparato militare calabrese ancora interamente conservato.

Il Castello è composto da un Mastio quadrato e da quattro torri cilindriche, poste agli angoli ed è fiancheggiato da quattro bastioni sporgenti in corrispondenza delle torri. Esso domina con la sua mole imponente la piazza detta “Campo”. L’accesso dalla piazza avviene attraverso un ponte costruito nel 1836. Visitare ed osservare la struttura di questo possente monumento, è come ricostruire le varie epoche dei sistemi difensivi in Italia ed in Europa.

Il Castello occupa gran parte dell’area di sedime dell’antico Kastron Bizantino, nel quale coesistevano fabbriche ecclesiali e strutture militari delimitate da un unico recinto protetto da fossati e dirupi. Al periodo Bizantino risalgono gli avanzi della chiesa con pareti affrescate, la necropoli ed alcuni tratti di strutture militari, quali la muraglia di sbarramento e la cisterna semi ipogea attigua alla torre tonda di sud-ovest.
I Normanni che subentrarono ai Bizantini sul finire del secolo XI, costruirono sullo stesso sito il loro castello e ciò comportò, inevitabilmente, la distruzione delle preesistenze architettoniche elevate all’interno dell’antico Kastron.

Il Castello, nella prima metà del secolo XIII, venne poi riadattato per volontà di Federico II di Svevia, sebbene le tracce del suo restauro risultino in gran parte andate perdute a seguito degli ammodernamenti successivi. Le strutture del perimetro del mastio, che rappresenta la parte più appariscente dell’antico maniero, fu costruito sotto la dominazione angioina: le difese merlate aggettanti dei torrioni circolari poste agli angoli e le difese merlate delle cortine, dotate di arcaici punti di sparo, evidenziano l’età di costruzione della fabbrica.

Sotto il dominio degli Aragonesi, il Castello non subì ammodernamenti, anche se furono introdotti alcuni significativi punti di sparo nei torrioni circolari posti agli angoli del Mastio.

I primi importanti lavori di ammodernamento alla fortezza, furono realizzati da Andrea Carafa, conte di Santa Severina (1496-1526): sotto il dominio del vecchio conte si costruirono le porte della città, le relative mura di difesa, i rivellini meridionali, tre baluardi, due fronti difensivi e la residenza feudale. Galeotto Carafa (1527-1556), che subentrò allo zio, ammodernò il fortilizio, continuando in parte l’opera già avviata dal predecessore. Nel perseguire gli stessi scopi, Galeotto costruì un nuovo impianto fortificato ed elevò la maggior parte delle strutture che oggi costituiscono la fortezza racchiusa nel primo perimetro.
Andrea II Carafa (1557-1569), figlio di Galeotto, completò le strutture sommitali del fronte bastionato del Campo e costruì le fabbriche del fronte meridionale.
Vespasiano Carafa (1569-1599), figlio di Andrea II, impiantò, senza completarle, le strutture del rivellino dell’avamposto.

I Ruffo che subentrarono ai Carafa apportarono nella fortezza, dal punto di vista militare, qualche piccolo aggiustamento, senza però produrre opere meritevoli.

Agli Sculco prima e ai Greuther poi, va il merito di avere ammodernato nel corso dei secoli XVII e XVIII la residenza feudale, ingentilendola attraverso la costruzione di volte dipinte e decorate. Dal 1806, anno della soppressione della feudalità, il castello venne incamerato dal Demanio per poi essere venduto a privati. Nel 1905 fu acquistato dal Comune, che lo usò prima come sede di uffici pubblici poi come scuola, divenne infatti sede del convitto maschile. I lavori di restauro iniziati nel 1991, sono stati completati nel 1996. Nel 1997 il Ministero dei Beni Culturali ha riconsegnato al Comune le chiavi di questo antico monumento. Dal punto di vista storico-architettonico, il Castello-Fortezza di Santa Severina offre al visitatore non solo il fascino che caratterizza questa tipologia di monumenti, ma anche un vasto campionario di tipologie militari, nonché importanti emergenze archeologiche e storico-artistiche che documentano i tratti più significativi delle civilizzazioni e delle dinastie europee, che regnarono su questi territori dalla caduta dell’impero romano d’occidente all’Unità d’Italia. All’interno del Castello si trova il Museo Archeologico, organizzato in due sezioni, riguardanti gli scavi del Castello ed i materiali del territorio di Santa Severina e di altre località del Marchesato e, ancora, il Centro Documentazioni e Studi Castelli e Fortificazioni Calabresi, ubicato nel Bastione del Castello detto dell’Ospedale, strutturato in due sezioni strettamente correlate fra loro. La prima sezione è dedicata al sistema informativo, infatti è basata sulla creazione di una banca dati, relativa ai castelli, di portata regionale. La seconda verte sull’allestimento di pannelli esplicativi e plastici tridimensionali, volti ad illustrare le diverse tipologie e le diverse evoluzioni delle architetture militari.

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