Tradizioni antiche
La Fiera di San Giovanni Minagò, Santu Janni in santaseverinese, e di Santa Anastasia ,si svolgevano a Santa Severina nel mese di Maggio. Oggi, esiste solo la fiera di Santo Janni che dura lo spazio di una mattinata, mentre una volta durava otto giorni e in tempi più antichi, un mese intero.
Queste due fiere avevano un indotto notevole, artigiani di
ogni tipo come falegnami, mastri sellai, artigiani del ferro battuto, trovavano
qui un mercato vastissimo, in quanto le due fiere coprivano un bacino secondo,
nella zona, solo a quello della fiera di Cariati.
Non si commerciavano solo lavori di artigianato ma anche e soprattutto
bestiame, specialmente da soma.
Santa Severina non ha mai avuto una grossa tradizione pastorizia, al contrario grande commercio si svolgeva qui per quanto riguarda cavalli, muli, asini e buoi, praticamente animali da trasporto e da tiro.
I ferari, così erano chiamati dai santaseverinesi gli artigiani e mercanti che si recavano a Santa Severina per le fiere, trovavano ricovero, o negli ambienti dell’antica chiesa di Santa Lucia chiamata appunto “Ospedale”, o presso le case dei santaseverinesi che per l’occasione affittavano stanze e in alcuni casi addirittura i propri letti; anche per questa forma di guadagno, le due fiere rappresentavano un momento significativo per l’economia del paese.
La fiera di San Giovanni era stata concessa da Alfonso d’Aragona nel 1444, mentre la fiera in onore a Santa Anastasia da Ferdinando il Cattolico nel 1507. La prima era sotto la giurisdizione feudale, la seconda sotto quella ecclesiastica.
Le autorità ecclesiastiche nominavano un responsabile che sovrintendesse all’organizzazione della fiera dedicata alla Santa che veniva inaugurata con una solenne cerimonia, una grande sfilata partiva, infatti, dal paese con in testa l’Arcivescovo ed il feudatario. Dato il loro svolgimento nello stesso mese, a causa della variabilità delle date, capitava che le due fiere coincidessero e che quindi nascessero dei contrasti fra i due poteri su chi doveva “alzare la bandiera” per primo.
È esemplare, a questo proposito, un processo per eresia svoltosi nei confronti di un tal Andrea Gatto che parteggiava per la fiera di San Giovanni (Santu Janni), e che, con altri della sua fazione, aveva tentato di cacciare la bandiera della fiera di Santa Anastasia per sostituirla con quella della fiera sua concorrente. Si legge che il Gatto, per questo atto sacrilego, rischiò addirittura la scomunica.
