Caccuri
Latitudine: 39.22729
Longitudine: 16.77787
DATI
Centro agricolo della Sila (altezza sul livello del mare metri 646, superficie territoriale 57,27 Kmq, abitanti 1.735 circa) costruito su di una collina sovrastante le rive del fiume Neto, conserva tutt'ora bellezze nitide ed ai visitatori offre un paesaggio incantevole. Il paese, all'occhio del turista, si presenta come uno dei pochi centri ancora non deturpato dal cemento. Le strade del paese sono in parte in pietra levigata che portano tutte al castello che, imponente e maestoso, sovrasta l'immensa collina sottostante.
Sul nome originario di Caccuri vi sono incertezze, anche gli esperti non sono d'accordo tra loro. Tra i vari nomi di sospetta origine quello accreditato sarebbe dal latino CACUMEN (Cima - Vetta), poiché costruito sulla vetta di un colle dai fianchi scoscesi.
STORIA
Le origini di Caccuri risalgono forse al secolo VIº dopo Cristo quando i bizantini, per motivi strategici, decisero di farne un avamposto poiché la natura morfologica della zona, che consentiva la difesa di tutta la valle del fiume Neto dalle minacce invasive dei longobardi. Ben presto attorno al presidio creato si sviluppò molto rapidamente l'abitato.
Intorno all'anno 1000 - 1050 vi erano nella zona tre monasteri, costruiti probabilmente da monaci che dimoravano già da qualche secolo nelle grotte della TIMPA DEI SANTI. Due dei tre monasteri esistenti, quello dell'Abate Marco e quello di SANTA MARIA di CABRIA, perirono rapidamente; mentre il terzo con il nome di Santa Maria Trium Puerorum, ovvero dei TRE FANCIULLI, e costruito in una zona denominata Patia , rimase attivo prima di finire nell'orbita florense a seguito di donazione da parte dell'imperatore Enrico VIº di un vasto territorio agro di Caccuri che era appartenuto da secoli ai monaci bizantini.
DA EVIDENZIARE
Caccuri diede i natali ad illustre famiglie e personaggi, tra i quali quella nobile e famosa, famiglia Simonetta, il cui capostipite fu un Gentile (sec. XV), padre di Antonio (m. 1460), castellano di Monza, e di Angelo (m. 1472), amico e compagno d'armi di Francesco Sforza (signore di Caccuri dal 1418) e poi segretario di Galeazzo Maria. Tra gli altri membri della casata, oltre a Francesco detto Cicco e a Giovanni si ricordano: Giacomo (m. Roma 1539), vescovo (1528) e cardinale (1535); Alessandro (sec. XVI), fratello del precedente, creato conte da Carlo V nel 1526; e Lodovico (m. 1568), cardinale e legato pontificio al Concilio di Trento.
