Mesoraca
Latitudine: 39.07819
Longitudine: 16.79022
DATI
Il territorio del Comune di Mesoraca, che si estende linearmente per circa 32 Km, si snoda in tre zone morfologiche distinte: la marina, zona pianeggiante a circa 200 m dal livello del mare; l’agglomerato urbano, sito in zona collinare a 400 m dal livello del mare e la zona montuosa, che arriva fino ad una quota massima di quasi 1800 metri del monte Gariglione.
STORIA
Secondo molti eruditi del passato (Barrio, Marafioti) fu fondata dagli Enotri. Antico e popoloso centro, in età greca fece parte del territorio dell’antica Kroton.
Nel corso della sua lunga storia, la località ha mutato il
nome da Reazio in Mesurga che, secondo gli storici, significava cantatore,
gente che canta, forse per la fertilità della terra e per l'abbondanza delle
messi. Si chiamò in seguito Maioraca ed infine Mesoraca.
Venne abitata da genti di ceppo greco, latino ed ebraico. In età medioevale fece parte dei possedimenti di molti feudatari: nel 1292 circa, elevata a Contea, fu territorio dei Ruffo di Catanzaro per concessione di Carlo I re di Napoli, e in questo periodo si distinse in battaglie contro i Francesi. Divenne in seguito (1523) Marchesato e passò ai Caracciolo. Sotto il dominio di Paolo Caracciolo, si narra che Mesoraca si ribellasse violentemente al tentativo di ripristinare lo «ius primae noctis», nel corso della rivolta il popolo massacrò l'intera famiglia dei feudatari. Il Marchesato andò in mano allo spagnolo Ferrante Spinelli, in quanto sposo della superstite Isabella Caracciolo. Fu infine venduto al duca Marco Sytico d'Altemps (1585) che rimase proprietario fino all’eversione della feudalità nel 1806. Tra il Seicento e il Settecento sorsero tre Accademie: quella degli Addormentati, quella dei Risvegliati e quella degli Ecclesiastici.
Mesoraca rivendica un fatto storico di notevole interesse: la cittadinanza di Papa S. Zosimo (Pontefice dal 414 al 418).
DA EVIDENZIARE
L'economia del paese è basata prevalentemente sull'agricoltura. Particolarmente sviluppata è la produzione di olio di oliva e di castagne. Molto praticato è il commercio del legname, vantando Mesoraca ben 4.000 Ha di bosco.
Mesoraca è oggi, insieme a Petilia Policastro, uno dei centri più importanti del Marchesato, grazie ad una popolazione che, pur se costantemente in calo, si attesta a circa settemila abitanti. Mesoraca ha un territorio di notevole estensione (32 chilometri di lunghezza per 3 di larghezza) per una superficie complessiva di 93,56 kmq.
Il toponimo è dovuto, probabilmente, alla presenza di due torrenti, denominati Reazio e Vergari, che attraversano il paese, abbracciandone suggestivamente il centro urbano originario, sviluppatosi negli anni sia ad ovest verso la frazione Filippa, che a nord verso la zona Campizzi e Foresta di Petilia Policastro. I due corsi d’acqua scendono dalle pendici dei monti a ridosso del paese e terminano il loro corso perdendosi tra gli strati argillosi della zona bassa, dove i letti fluviali si congiungono prima di affluire nel Tacina.
