Petilia Policastro
Latitudine: 39.11502
Longitudine: 16.78643
DATI
Petilia Policastro è arroccata ai piedi della Sila, e confina a Nord con la Sila Piccola, fino al limite del monte Mosco, la cui più alta cima è quella di Santa Barbara, coi suoi 1.527 metri sul livello del mare; a Nord-Ovest confina con il monte Giove, di 1.240 metri, ed a Nord Est con il territorio di Cotronei, nella vallata del Tacina. A Sud confina con la pianura del Marchesato. Ad Est con il monte Guiscardo, e con altri colli posti sul bacino del Neto. Infine, ad Ovest confina con le colline di Badessa e del Pantano, che segnano il limite con il territorio di Mesoraca.
Il territorio petilino si estende su una superficie di 96,43 Kmq; l’altezza media, sul livello del mare, è di 430 metri.
STORIA
Il suo perimetro è segnato da nomi altisonanti, che rimandano a memorie antiche: Timpa della Serpa, Pietra del Trono, porta della Judeca, Costa Trentademoni, Squadalupo, Malarotta, Manca del Diavolo e Lucifero, solo per citarne alcuni.
Il nome originario di Policastro spiega l’origine del paese
in età altomedioevale su probabili resti di età romana quando il territorio era
già sfruttato per il taglio e la lavorazione del legname proveniente dai grandi
boschi della zona.
Nel 1535, Filippo Filomarino, principe di Petilia, iniziò lo sfruttamento delle acque del fiume Soleo, un importante affluente del Tacina, incanalandole in "acquari", canali d’acqua che azionavano le ruote motrici degli antichi opifici del paese.
DA EVIDENZIARE
Petilia Policastro oggi rimane uno dei borghi storici della
provincia di Crotone. Attorno ai resti del castello, figurano numerosi palazzi
baronali (Portiglia, Dell'Aquila, Madia, Ferrari, Filomarino) e importanti
chiese (dell'Annunziata, dell'Arciconfraternita del SS. Rosario, di San
Sebastiano, di San Francesco e di Santa Caterina).
Ai piedi del monte è edificato l'importante santuario della Santa Spina.
