Santa Severina
Latitudine: 39.14764
Longitudine: 16.91569
DATI
Santa Severina sorge su una collina a circa 500 mt sul livello del mare ed occupa un'estensione di 51 Kmq.
STORIA
Santa Severina vanta origini remote, la sua fondazione infatti risalirebbe agli Enotri.
La più antica notizia probabilmente riferibile a Santa Severina ci viene data da Ecateo di Mileto, storico e geografo vissuto dal 560 al 490 a.C, il quale enumera tra le città dell’Enotria (antico nome della Calabria), una Siberine. Plinio, celebrando nei suoi scritti i “Severiana vina”, pare citasse col nome romano, proprio l’antica Siberine.
Stefano Bizantino, storico greco vissuto nel V secolo d.C, conferma nei suoi scritti le antiche origini della città: “Siberene città degli Enotri, l’etnico è siberino; la derivazione del nome degli abitanti è strettamente legata a quella del luogo”.
Nel Breviario Lateranense si legge che S. Zaccaria, papa nel
secolo VIII, ebbe i natali in Siberena.
Le notizie certe sull’abitato, risalgono tuttavia solo al secolo IX quando,
Santa Severina, fu occupata dagli Arabi che la detennero, come emirato,
dall’840 all’886, anno in cui fu riconquistata da Niceforo Foca e riconsegnata
all’Impero di Bisanzio.
Leone VI il filosofo (886-911), elevò la città di Santa Severina a sede di
metropolita, dipendente dal patriarcato di Costantinopoli, assegnandole
congiuntamente, quattro diocesi suffraganee.
Dal secolo IX fino al secolo XI, la città conobbe il periodo di massimo splendore: il Battistero (il più antico monumento di tal genere, anteriore al IX secolo, ancora in uso), la vecchia Cattedrale, la chiesa di Santa Filomena e altre rovine sparse nel territorio, sono le testimonianze del periodo metropolitano.
Sul finire del secolo XI, la città fu presa di mira dai Normanni che nel giro di qualche anno la conquistarono, sottomettendola alle loro volontà politiche e a quelle religiose della Chiesa Romana. La città continuò a ricoprire importanti ruoli sotto la dominazione normanna, a cui seguì poi quella sveva, nonché le dominazioni angioina e aragonese sotto le quali fu coinvolta continuamente, nelle rivolte dei Baroni.
Nel 1496 la città di Santa Severina venne infeudata ed elevata a sede di Contea con dominio su un vasto territorio, ricadente per intero nel Marchesato crotonese.
Ferdinando II, per il servizio reso alla Casa Reale, assegnò il primo titolo di Conte ad Andrea Carafa; al quale subentrarono nel contado, per eredità, il nipote Galeotto, Andrea II e Vespasiano Carafa.
Agli inizi del secolo XVII la Contea venne presa in Signoria, prima dai Ruffo e poi dagli Sculco; nel 1691 passò ai Greuther, che la detennero fino al 2 Aprile 1806, data in cui il governo napoleonico abolì con apposita legge, la feudalità. Dal 1806 in poi, la città seguì le sorti del regno di Napoli fino ai nostri giorni.
DA EVIDENZIARE
Santa Severina è presente sulla guida "I borghi più belli d'Italia".
